Mio figlio… Che delusione!

Cara Rossella,
sono una mamma delusa dalla bugia di un figlio : tutto era pronto per la laurea ma tre giorni prima, tra pianti e rossella 1disperazioni, ha ammesso d’aver mentito, perché gli mancano ancora molti esami e che addirittura ha pensato al suicidio per la vergogna. Sono ancora frastornata, dispiaciuta,arrabbiata: mi interrogogo sul perché di quest’atteggiamento che per me è impensabile, specialmente per la stima che ho sempre nutrito nei suoi riguardi, per la fiducia che gli ho dato. Questo inimmaginabile comportamento, mi ha fatto comprendere che di lui non ho capito nulla, che forse non lo ho mai conosciuto abbastanza. Continuo a chiedermi, con profonda amarezza,in cosa ho sbagliato nell’educarlo, nel crescerlo.

Franca
Cara Franca ,
prima di essere una mamma, sei stata figlia. Ebbene, non hai mai detto una bugia ai genitori? Io sì, ed anche tante. E sai perché? Per non deluderli. Questa risposta non vale solo per la sottoscritta, ma per tutti quelli che sono spinti a mentire per non tradire le speranze delle persone amate, per non contrariare, per non scontentare. Non si tratta di squallidi inganni, di miserevoli sotterfugi. Non significa essere smidollati,senza coraggio e dignità. E’ perché non si vuol regalare un forte dolore alle persone che amiamo, che ci amano, che hanno fatto sacrifici e che si aspettano, forse, un po’ troppo da noi. Questa è la risposta alla tua domanda “cosa ho sbagliato nell’educarlo e nel crescerlo”. Se ti ha ingannata ci sarà un motivo. Bisogna capirne la natura, la causa. Non voglio ergermi a giudice, non lo farei mai : le mie risposte sono sempre motivate da una forte responsabilità che mi è stata “regalata” dalle esperienze subìte. Molto spesso quelli che ci amano ed a cui vogliamo bene, inconsapevolmente cercano di modellarci facendo leva sulle loro esperienze, a volte proiettando frustrazioni o ambizioni represse, anche se col bonario intento di evitarci errori o di semplificarci l’esistenza. Ti confido che l’ho imparato sulla mia pelle di figlia e di mamma ; dovremmo, finché possibile,rispettare le loro inclinazioni, i loro desideri, lasciando la libertà di sbagliare, perché mi sono resa conto, forse anche in ritardo, che mettendo “il guinzaglio” si creano esseri infelici. I figli contano sul nostro amore, sulla stima e la fiducia. A volte li reputiamo più adulti e maturi di quel che sono e li responsabilizziamo troppo facilmente : così devono sentirsi sempre all’altezza della situazione, dimostrando d’essere affidabili e mai insicuri, cercando di rendere tutti felici e soddisfatti, nascondendo quel naturale senso di smarrimento e confusione proprio della loro età. Tuo figlio ha mentito in un momento di crisi degli studi e ciò denota uno stato d’animo tormentato. Addirittura ha pensato di togliersi la vita! Sai quanti ragazzi hanno messo in pratica questo proposito per evitare la vergogna, i rimproveri, sentendosi in colpa verso chi li desiderava diversi da ciò che erano? Fortunatamente questa non è una situazione irrecuperabile. Basta mantenere la calma senza interrogarlo, senza aggredirlo. Se è in crisi per lo studio, basta proporgli un periodo di riflessione in cui possa scegliere se continuare l’università o trovarsi un lavoro. Essergli accanto e sostenerlo psicologicamente é importante affinché riacquisti la serenità mentale senza sentirsi oppresso e giudicato, amandolo ancora più,se possibile, dopo aver conosciuto quali problemi, ostacoli e tormenti ha dovuto superare per evitare di deluderti. Consapevole che la natura di quelle bugie è stata dettata da quel senso di fallimento e dal timore di poter perdere la stima e la fiducia di un genitore. In fondo, cosa significa “amare” se non comprendere e perdonare?
Rossella Argo

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