LESBICA DOVRESTI FINIRE AL FORNO: OMOSESSUALITA’ , L’ERESIA DEL TERZIO MILLENIO

20091124_163105_4B2F2BD6_medium“La politica si muove esclusivamente quando si arriva all’estremo, alla violenza spettacolare, nel frattempo la maggioranza degli omosessuali vive nel disagio, patisce quotidianamente ingiustizie e nessuno la ascolta. Risultato: in pochi anni si è passati dalla ventilata realizzazione dei Pacs al più oscuro Medioevo”.Sono passati due anni da quando sulle pagine dell’Espresso Paola Concia, deputata del Partito Democratico e riferimento politico dell’universo lesbico, manifestava dissenso per l’insensibilità e superficialità politica oltre che sociale  nei confronti dei casi, sempre più frequenti, di omofobia. Le dichiarazioni, sembrano oggi , più che mai appropriate e nel caso specifico auto riferite dopo l’aggressione subita Mercoledì 20 Aprile in pieno centro di Roma, presso la Camera dei deputati.

Alle 19.30 all’altezza di piazza del Parlamento, la deputata che camminava mano nella mano con la compagna Ricarda Trautmann, con la quale ha annunciato più volte di volersi sposare,  si è imbattuta in un ragazzo sui trent’anni, che non appena le ha viste ha cominciato ad insultarle ed offenderle pesantemente. “Lesbiche di merda-ha urlato- mi fate schifo”. Poi ha continuato : “Ti ho riconosciuto.20110421_concia-bacia-compagna A me non me ne frega niente che sei parlamentare. Vi dovrebbero mettere ai forni”.  La Concia che non si è fatta intimorire, è avanzata verso di lui e si è difesa  : “Come ti permetti di insultarmi così?” gli ha risposto, anche se il ragazzo continuava ad avvicinarsi e ad aggredirla verbalmente. Nessuno alla vista della situazione è intervenuto se non il deputato di Fli Antonino Lo Presti, che ha cercato di difendere la parlamentare e la sua compagna e una signora che usato parole di condanna per il gesto omofobo. I passanti sono rimasti perlopiù indifferenti ,tranne qualcuno che è intervenuto  sorprendentemente  a favore dell’ aggressore e qualcun altro che ha minimizzato il comportamento del ragazzo dicendo che “era un matto e faceva così con tutti”.

Dopo lo spauracchio per l’attacco gratuito, Paola Concia si è pronunciata così : “E’ un fatto che avvengano ancora cose del genere. Ho dovuto reagire. Se non lo faccio io, che ho le spalle grosse, chi può farlo? E se quell’uomo avesse fatto lo stesso con due ragazze, in una strada di periferia? Come avrebbero reagito loro? Cosa sarebbe arrivato a fare? Penso a queste cose, e provo rabbia. Mi ha anche colpito il fatto che tutta quella gente sia rimasta là a guardare. Evidentemente siamo diventati un popolo di spettatori”.

Immediate sono arrivate le reazioni di solidarietà dal mondo politico e istituzionale, a partire del Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna, che ha parlato di un gesto incivile e spregevole,scusandosi a nome del governo e degli italiani, la cui maggioranza è di persone perbene: “Evidentemente – dice -come dimostrano questo ed altri casi, persistono focolai di intolleranza e inciviltà che le istituzioni, tutte insieme, cercano di spegnere”. Un atteggiamento di inciviltà ed ignoranza anche per Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, mentre Nicola paola-conciaZingaretti, presidente della Provincia, promuove l’importanza e la necessità di “una grande battaglia culturale contro l’omofobia”. “Da Roma, che da sempre rifiuta la violenza ed è città accogliente e tollerante –  dice il primo cittadino della capitale Gianni Alemanno – viene la più ferma condanna per questi insulti che rappresentano quanto di più troglodita possa esprimere una persona”. Si aggiungono, parole di solidarietà per la deputata, anche da parte di Aurelio Mancuso di Equility Italia, che fa un appello alla politica per velocizzare i tempi per approvare le norme anti-omofobia, di Paolo Patanè, presidente dell’Arcigay che ha parlato di “oltraggio al Parlamento” ed infine dell’associazione Gaylib ( gay di centrodestra) che sollecita il premier a prendere posizione: “Se Berlusconi è un po’ lesbica come dice, ora sia solidale con la deputata Anna Paola Concia, aggredita con la sua compagna proprio perché serenamente omoaffettiva e naturalmente in giro per Roma mano nella mano con la sua compagna Riccarda”.

Anna Paola Concia, ha ringraziato chiedendo che dalle parole si passi ai fatti : “Mi rivolgo ai ministri Alfano e Carfagna e al Pdl, loro hanno il testo. Lo chiedo da tre anni: facciamo una normativa bipartisan”. “La gente, evidentemente in questo momento ritiene di potersi permettere certe cose. Altrimenti non mi spiego come possa verificarsi un episodio simile”.

Se ci fosse una legge contro l’omofobia infatti,sarebbe molto più semplice evitare episodi di questo genere, purtroppo in aumento e spesso con risvolti ben più gravi e pericolosi : insulti, offese, affronti che sfociano in pestaggi, botte e violenze mortali. E’ con questi accadimenti che si sente forte il tanfo di intolleranza sociale che avanza e rivela un’insofferenza allargata, che rischia di rompere gli argini di uguaglianza e pluralismo, che andrebbero preservati  in una democrazia liberale,   già irresponsabilmente “sfruculiata” ,che appare debole e sempre più disarticolata.

A cura di Flavia Sorrentino.