CLAUDIO PETROLO : CUCINA D’AUTORE, CUCINA D’AMORE

Il tempo sembra essersi fermato in questo borgo medioevale, nei pressi del castello di Minturno. A pochi passi dal magnifico belvedere esiste un ristorante, quasi nascosto, il cui fascino si annuncia dai muri in pietra viva…Inizia così FOTO FOCUS 1un inaspettato viaggio nel gusto e nei sapori, tutto basato su una innovativa e ricercata qualità, senza trascurare la tradizione. Ad accoglierci, con innata classe e modi gentili, è lo chef Claudio Petrolo in persona, che vizia e coccola ogni avventore come se fosse un familiare, un parente, un vecchio amico, cosa rara per chi è ben consapevole del proprio valore e del proprio talento. Nel ristorante che gestisce in questa magica Minturno e che porta il suo nome, quello che più colpisce è la cura della preparazione, le proposte sempre diverse e mai banali, l’equilibrio e l’armonia dei gusti, quel tocco di classe rappresentato dalla cottura innovativa in cui, ingredienti semplici e digeribili, fanno da base a capolavori culinari molto accurati. Esperto in cottura a basse temperature ed in preparazioni di piatti con ingredienti privi di glutine, Claudio ha un gran vantaggio nella pescheria di famiglia, che assicura qualità di altissimo livello per i piatti a base di pesce e, mentre assaggio una squisita “carbonara di mare” con calamaretti, gamberi e zucchine,apprendo che tutto ciò che giunge a tavola, viene fatto a mano dallo Chef, compresi pane e pasta! “Patron” Claudio, fin da piccolo, ha coltivato grande amore e passione per la cucina, frequentando in seguito corsi di formazione e stage anche alla Città del Gusto – Gambero Rosso a Roma, continuando con esperienze professionali in prestigiosi ristoranti, come il “Racò de Can Fabes” a Barcellona dello Chef Santi Santamaria, “La Réserve de Beaulieu” in Francia a Beaulieu sur Mer con lo Chef Oliver Samson e “La Terrazza” dell’Hotel Eden di Roma.

Inizia così la mia più “ghiotta” intervista mai realizzata…

Secondo te Chef si nasce?

Premetto che per me nulla succede per caso, io ho sempre amato la tavola e il gusto per il cibo si è unito alla passione di conoscere e trasformare gli ingredienti per creare piatti nuovi.

C’è qualcosa che ha segnato il tuo destino di Chef?

Un caro amico che, come me,  ha la passione per la cucina, anche se  ormai è un affermato medico. Lui mi ha spronato ad entrare alla scuola del Gambero Rosso di Roma per inseguire il mio sogno da Chef.

Hai mai avuto un maestro, una guida?

Oltre mia nonna, di cui ricordo la disinvoltura con cui creava piatti tradizionali dal gusto unico, lo Chef catalano Santi Santamaria, che mi ha dato la possibilità di entrare nella sua cucina: lì ho imparato il rispetto delle materie prime.

La ricetta del cuore : il piatto a cui sei più legato e perché.

Baccalà cotto a bassa temperatura su spuma di patate e paté di olive di Gaeta : c’è tutto in questo piatto, nuove tecniche ed i miei  ingredienti preferiti (baccalà, patate e olive di Gaeta).

Un personaggio importante viene al tuo ristorante. Quale piatto prepareresti?

Premetto che tutti i miei clienti sono importanti ma il baccalà è il piatto che consiglio a chi entra per la prima volta nel mio ristorante.

Come definisci la tua cucina?

Semplice e creativa allo stesso modo. Ho molta considerazione per il passato ma con lo sguardo sempre puntato al futuro. Inoltre uso una tecnica moderna e nel contempo antichissima:la cottura a bassa temperatura al fine di mantenere un alimento più ricco dei suoi sughi interni e quindi più saporito. Inoltre ogni pietanza diviene particolarmente leggera e pregiata perché con minimi o, addirittura, senza aggiunta di condimenti.

Cosa consigli a chi vuole intraprendere la tua professione?

E’ il più bel mestiere del mondo ma forse anche il più duro. Quindi come ogni lavoro bisogna solo avere passione per dimezzare gli sforzi!

Come nasce un nuovo piatto? Impulso ed estro del momento o studio approfondito?

Come prima cosa intuizione, poi c’è di conseguenza uno studio approfondito affinché tutto diventi “armonia”.

Il piatto più richiesto e gradito?

Vermicelli di Gragnano con alici, cipolla rossa di Tropea e olive nere.

Se non fossi divenuto chef, cosa avresti fatto?

Il cuoco.

Qual è il più bel complimento che hai ricevuto?

Ricordo solo le critiche : mi aiutano a non sbagliare.

Mi allontano dal luogo di questo incontro, particolarmente serena e in armonia col mondo…Comprendo quanto siano importanti una serie di attenzioni e di piccoli dettagli che possono sembrare superflui, ma non lo sono. Grazie Claudio, sei riuscito con creativa e spontanea semplicità a regalare emozioni: nelle tue mani risiede ciò che hai nel cuore e lo trasmetti in ogni piatto, che sembra essere stato inventato apposta per ognuno di noi.

Rossella Argo