IN SICILIA VINCE IL PARTITO DELL’ASTENSIONISMO

La Sicilia per la prima volta elegge un ex comunista al governo della Regione: Rosario Crocetta, già sindaco antimafia di Gela. IL candidato di PD e UDC ha vinto con il 30,5% circa, dei voti. Secondo, il candidato del PDL e della Destra, Nello bren1Musumeci con il 25,73% dei voti, pagando il collasso del PDL sceso al 12 % dei consensi, 20% in meno, delle regionali di quattro anni fa.

La lista del Movimento 5 Stelle è stata la più votata raggiungendo il 14,90 %, il suo candidato Giancarlo Cancelleri ha ottenuto il 18,20 % del totale.

I numeri rivelano che Crocetta non avrà una maggioranza all’Assemblea regionale, mancandogli 7 deputati, in suo soccorso potrebbe arrivare Raffaele Lombardo, profilandosi la stessa maggioranza che ha sostenuto, per un certo periodo, il governatore uscente.

Quasi un carillon che gira su un unico perno.

La “lista” degli aventi diritto astenutasi, vince con il 47%. Come dire che la maggioranza dei cittadini in condizione di votare, non sceglie i vincitori.

E’ legittimo pensare, che i siciliani, delusi dalla politica,  abbiano preferito non esprimersi in sede di scelta elettorale?  E’ legittimo!

Eppure in questo scenario c’è chi esulta, nonostante non sia, una vera e propria, vittoria di consensi, anzi. I numeri comunque, anche se atrofici, decretano un eletto.

Nell’oceanica difficoltà che, non rispecchia una scelta condivisa dalla maggioranza dei cittadini, si muove una rappresentanza politica che dovrà scendere a molti compromessi se vorrà governare e in quanto, con minimi preferenze, tutti i rimasti alla finestra, saranno con gli occhi puntati su di loro, pronti a dire: “ non li abbiamo votati in quanto “non erano credibili”.

La Sicilia quale monito della scena italiana, con cui uomini di “larga” saggezza, e politici veri, devono rapportarsi, ha un prossimo futuro per nulla scritto, almeno con chiarezza.

a cura di Brunella Postiglione