Fino al 15 gennaio la Nai arte contemporanea ospita I ritorni

clemente_redFino al 15 gennaio la Nai arte contemporanea ospita “I ritorni”, una collettiva di opere eterogenee sia nella tecnica che nella forma il cui fil rouge è dato dalla comune peculiarità di rappresentare esclusivamente il panorama dell’arte italiana del XX secolo dal dopoguerra ai giorni nostri (infoline 0817169479 – www.naiartecontemporanea.it – info@naiartecontemporanea.it). Presso l’elegante spazio al 23 di via Chiatamone, diretto da Gennaro Castiglione e Cesare Molinaro, trovano posto L’Informale lirico dei primi anni ’50 di Gianni Bertini; il Noveau Réalisme di Mimmo Rotella; l’astrazione del gruppo Forma 1 con Carla Accardi, Achille Perilli e Giulio Turcato; i nuovi linguaggi dei primi anni ’60 a Roma con gli schermi monocromi di Mario Schifano e Fabio Mauri ed il ferrocemento di Giuseppe Uncini; la Pittura Analitica con una grammatura in oro 18Kt di Elio Marchegiani; l’arte ottico-cinetica in mauri_135x80un assemblaggio di Alberto Biasi; il ritorno alla pittura degli anni ’80 con la Transavanguardia con lavori di Francesco Clemente, Sandro Chia e Mimmo Paladino; l’arte minimal con due affreschi su tavola di Ettore Spalletti; fino alle ultime generazioni rappresentate da opere pittoriche di Daniele Galliano, Omar Galliani e Salvo ed una fotografia ad esposizioni multiple di Davide Bramante. L’interessante percorso, pensato e allestito ad hoc per suscitare e accogliere lo stupore dell’osservatore, è completato dalle opere di due artisti che per il loro lavoro innovativo e controtendenza si staccano da ogni altra corrente artistica del ‘900: Gino De Dominicis e Vettor Pisani. «Siamo davvero entusiasti di questa esposizione perché -spiega Molinaro- offriamo così al pubblico una panoramica ricca e variegata dell’arte contemporanea, certi d’incontrare il suo favore per l’iniziativa e di stimolarlo così verso un’analisi molto più consapevole e strutturata». Venti lavori per raccontare in modo nuovo e brillante le più significative correnti artistiche degli ultimi 50 anni.

Rosaria Morra