ECCO LA VITA ARTIFICIALE!

233060E’ possibile parlare di “vita artificiale”?

Bhe, per circa 15 anni John Craig Venter, un biologo statunitense, noto per aver sfidato il Progetto Genoma Umano nella corsa al sequenziamento del genoma, ha inseguito un sogno: costruire un genoma ed utilizzarlo per creare la vita sintetica. Sembra esserci riuscito: ha, infatti, ideato un genoma sintetico e lo ha trasferito in un batterio,dal quale ha tolto il Dna naturale, costruendo in tal modo il Mycoplasma mycoides JCVI-syn 1.0, il primo batterio controllato da un genoma sintetico.

Si tratta della prima cellula sintetica fabbricata dall’uomo ed è chiamata con il termine “sintetica” perché è derivata interamente da un cromosoma sintetico, costruito con quattro bottiglie di quattro diverse sostanze chimiche, che rappresentano le basi della vita, ed un sintetizzatore chimico, il tutto manovrato da un computer che detta le istruzioni della sequenza.

Venter spiega che queste apparecchiature oggi sono diventate molto potenti a tal punto da consentire in futuro di progettare ciò che si desidera brevettare, come alghe capaci di catturare la C02(anidride carbonica), microbi per produrre nuovi carburanti, la velocizzazione della produzione di vaccini.

craig_venterIl lavoro dei nostri ricercatori è stato tutt’altro che semplice, in quanto, durante il procedimento, una sola base sbagliata del genoma batterico artificiale sarebbe stata in grado di rallentare per ben tre mesi la creazione, costringendo gli studiosi alla ricerca dell’errore: il microbo viveva, ma non si moltiplicava e non produceva proteine. Per fortuna la base sbagliata è stata individuata e corretta.

Poiché il genoma sintetico del batterio è la copia di un genoma già esistente in natura, quella del Mycoplasma mycoides, e le attrezzature oggi disponibili sono in grado di assemblare solo stringhe di Dna corte, mentre il genoma del M. mycoides è lungo oltre un milione di basi, i ricercatori hanno chiesto ricorso alla natura, inserendo i loro spezzoni di Dna nel lievito, che possiede enzimi in grado di incollare uno spezzone all’altro.

Infine hanno “trasformato una cellula in un’altra”, espressione utilizzata da Venter, estraendo il cromosoma naturale da un M. capricolum ed inserendo il cromosoma dell’M. mycoides.

La produzione di questa nuova forma di vita è costata 40milioni di dollari ed il lavoro di 20 ricercatori impegnati a tempo pieno.

Certamente ci sono grandi difficoltà da superare prima che l’ingegneria genetica sia in grado inventare il genoma di un organismo dal nulla, ma penso di poter affermare con fierezza, che un altro passo verso la nuova Genesi artificiale è stato fatto.

Valeria Sorrentino