Antonio Coppola, quindici anni alla presidenza dell’Automobile Club Napoli: il riconoscimento dell’ACI nazionale
Quindici anni alla presidenza dell’Automobile Club Napoli, ma oltre mezzo secolo trascorso nella famiglia dell’ACI. Un percorso professionale e istituzionale che l’Automobile Club d’Italia ha voluto ricordare conferendo ad Antonio Coppola una medaglia celebrativa per i suoi tre lustri alla guida del sodalizio partenopeo. A consegnarla è stato il presidente nazionale Geronimo La Russa, che ha sottolineato anche i quarant’anni precedenti trascorsi da Coppola all’ACI Napoli, di cui trenta come direttore. «In totale sono dunque undici lustri – ha commentato con ironia il premiato – perché, come diceva Totò, è la somma che fa il totale».
La cerimonia è stata l’occasione per ripercorrere una lunga attività che ha avuto nell’ACI il proprio punto di riferimento, ma che ha sempre cercato di andare oltre i confini dell’istituzione, attribuendo all’Ente un ruolo attivo nella vita economica, civile e sociale del Paese. Una visione maturata nel tempo, che ha accompagnato Coppola sin dagli anni Settanta, portandolo al confronto con il Ministro Cossiga, quando fu tra i promotori del riconoscimento degli Automobile Club provinciali quali enti pubblici sancito, poi, dal DPR n. 665 del 1977.
Negli anni Ottanta, alla guida della direzione dell’ACI Napoli, Coppola affrontò una difficile situazione finanziaria, ereditata dal passato, portando a termine un piano di risanamento che consentì di riequilibrare i conti e scongiurare il commissariamento dell’Ente. Ma il suo impegno non si limitò alla gestione amministrativa. Parallelamente, sostenne una diversa interpretazione della mission dell’ACI che non poteva limitarsi ad essere soltanto un erogatore di servizi per la collettività, né un mero organo sussidiario dell’Stato. Doveva diventare un soggetto capace di intervenire nel dibattito pubblico, formulare proposte e assumere posizioni critiche sui temi di propria competenza, senza cedere a logiche corporative, privilegiando gli interessi sociali di tutti i cittadini.
Una concezione che trovò concreta applicazione in alcune battaglie diventate emblematiche. Negli anni Novanta, in una Napoli segnata dal fenomeno diffuso dei parcheggiatori abusivi, Coppola si impegnò per il ripristino della legalità nella gestione della sosta, affrontando anche denunce, minacce e intimidazioni. Per conto della Procura della Repubblica svolse un’approfondita indagine, accompagnata dalla mappatura delle postazioni illecite sul territorio. Un lavoro che contribuì a fornire gli elementi per il sequestro di alcune delle piazze maggiormente interessate dal fenomeno, disposto dai magistrati Menditto e Piscitelli, con Raffaele Cantone allora uditore giudiziario.
Un’altra battaglia, questa volta sul terreno della trasparenza e della tutela dei consumatori, riguardò i rincari delle polizze RC Auto alla fine degli anni Novanta. Al fianco di Giuseppe Tesauro, allora presidente dell’Antitrust e storico componente della Commissione giuridica dell’ACI Napoli, Coppola contribuì a portare alla luce un cartello tra compagnie assicurative in danno degli automobilisti. L’indagine sfociò in sanzioni per complessivi 700 miliardi di lire a carico delle principali imprese del settore.
La sicurezza stradale è stata, da sempre, per Coppola, un asse portante della sua attività, affrontata non soltanto attraverso la richiesta di maggiori controlli e regole più rigorose, ma soprattutto puntando sulla prevenzione e sulla formazione. Coppola è stato tra i primi firmatari della Carta europea della sicurezza stradale e tra i promotori della legge di iniziativa popolare per introdurre l’educazione stradale nelle scuole, consegnando personalmente le firme raccolte all’allora presidente della Camera dei deputati Nilde Iotti. La proposta fu, successivamente, recepita dal legislatore ed inserita nell’articolo 230 del Codice della strada del 1992.
A questa impostazione si deve anche una delle campagne di sensibilizzazione più originali promosse dall’ACI Napoli: «’A Maronna t’accumpagna… ma chi guida sei tu!». Realizzata in collaborazione con il cardinale Crescenzio Sepe, l’iniziativa coinvolse le scuole e, novità assoluta, anche le parrocchie, chiamando direttamente in causa giovani, famiglie e comunità educative. L’obiettivo era far comprendere che la sicurezza non è soltanto una questione di norme e sanzioni, ma innanzitutto una responsabilità individuale e collettiva. La campagna ottenne una vasta risonanza anche grazie all’adesione di Papa Francesco, che durante la sua visita a Napoli, alla Rotonda Diaz, si rese disponibile ad indossare un casco Aci Napoli davanti a decine di migliaia di giovani. Un gesto simbolico, ma di forte impatto, che fece il giro del mondo, a sostegno del rispetto delle regole e della tutela della vita.
È proprio nella difesa della vita, attraverso la promozione della legalità e della responsabilità, che si ritrova il filo conduttore di molte delle iniziative sostenute da Coppola. Tra queste, il Club dei Tifosi della Legalità, una rete di testimonial di particolare autorevolezza e rappresentatività sociale, nata per diffondere, attraverso il valore dell’esempio, la cultura del rispetto delle regole. Vi hanno aderito personalità di primo piano, tra cui i Papi Benedetto XVI e Francesco e i Presidenti della Repubblica Giorgio Napolitano e Sergio Mattarella. Il presupposto è semplice: il grado di civiltà di una comunità si misura anche dalla capacità di darsi regole condivise e di farle rispettare da tutti, a cominciare da chi ricopre responsabilità pubbliche. Da qui discende anche il concetto di “mobilità responsabile”, diventato negli anni il principio ispiratore dell’ACI Napoli: un nuovo modo di intendere il diritto alla mobilità che non può essere disgiunto dal primario diritto alla vita, in termini di sicurezza stradale e tutela dell’ambiente.
Un impegno sociale su vasta scala, innanzitutto in difesa della vita, che gli è valso il conferimento di numerose onorificenze, tra cui quelle di Maestro del lavoro, Stella d’Oro al Merito Sportivo del CONI, Cavaliere, Ufficiale e Commendatore al merito della Repubblica, Italiana, e Cavaliere dell’Ordine di San Silvestro della Santa Sede. L’ultimo riconoscimento, in ordine di tempo, è stato il Premio Internazionale Giovanni Paolo II, “per l’impegno nella tutela e nella promozione della sacralità della vita, in sintonia con i principi cristiani e i valori della dottrina sociale della Chiesa cattolica”. E la vita continua.







