UOMO E DONNA: UNA STORICA DIFFERENZA

L’uomo e la donna: due facce della stessa medaglia, due poli della stessa dimensione, due mondi, due storie, due realtà. Alcuni hanno ricondotto le differenze tra questi due generi a fattori ormonali, a seconda della quantità di estrogeni o GIOVANI 1endrogeni  prodotta; altri hanno spiegato questa divergenza chiamando in causa il cervello, addirittura sostenendo che le femmine fossero meno intelligenti dei maschi perché il loro cervello è di dimensioni inferiori.  Le più recenti interpretazioni affermano che il genere, altro non è che una costruzione sociale e che i diversi atteggiamenti e comportamenti tra uomini e donne varino di cultura in cultura. Oggi, infatti, le principali differenze sono riconducibili al concetto  di status multidimensionale delle donne, che comprende aspetti diversi quali il controllo delle risorse economiche, il potere politico e autonomia personale, il tutto per indicare il grado con cui queste sono rappresentate in questi ambiti.

Ci sono alcuni settori lavorativi ove il numero delle donne è estremamente inferiore rispetto a quello degli uomini. Specie ai vertici delle organizzazioni e istituzioni politiche esse sono fortemente sottorappresentate. Questo ci dimostra come l’urlo sessantottino dei movimenti femministi non abbia avuto eco in una realtà dove pregiudizi, discriminazioni e arretratezza hanno funto per secoli da cornice insieme ad un concetto di donna quale angelo del focolare.

Ciò nonostante, la donna mira a cambiare immagine: da madre a moglie bambina che veglia sui morti e custodisce le vite, questa oggi si sposa intorno ai trent’anni, prolunga la permanenza nella casa dei genitori e di conseguenza anche i tempi formativi. Finalmente inizia a mirare a traguardi elevati dei vari percorsi professionali. Insomma, la donna impara a sognare! Purtroppo spesso questi sogni rimangono tali. Gli unici settori nei quali è più facile pervenire al successo sono quelli della moda, dello spettacolo e addirittura della pornografia, dove la donna, mostrando le sue non sempre naturali fattezze, non fa altro che ripristinare il suo status di donna- oggetto  che sebbene sorridente, solare e tremendamente bella, lascia poco spazio allo spirito critico e alla riflessione.

Concetta Vernazzaro