Pesca illegale: Genenvet lancia l’Osservatorio Una nuova iniziativa a tutela del mare e della biodiversità ittica e marina
Genenvet accende i riflettori sulla pesca illegale e lancia ufficialmente l’Osservatorio dedicato al monitoraggio, alla denuncia e al contrasto delle attività non regolamentate che minacciano il mare e le sue risorse.
L’obiettivo è chiaro: proteggere la biodiversità ittica e marina, difendere l’economia delle comunità costiere e garantire che sulle tavole dei cittadini arrivi cibo sicuro e tracciabile.
L’Osservatorio nasce come strumento operativo e partecipativo. Attraverso l’e-mail istituzionale (genenvet@unina.it), cittadini, pescatori e operatori del settore potranno inviare, in maniera riservata, segnalazioni, fotografie e video per documentare episodi di pesca illegale, contribuendo a rafforzare la rete di controllo e tutela del territorio. Un’azione concreta per trasformare la responsabilità civica in intervento attivo.
La pesca illegale non è solo un reato ambientale: è un attacco diretto agli ecosistemi marini. Distrugge habitat, compromette la riproduzione delle specie, altera le catene alimentari e genera un danno economico e sanitario che ricade sull’intera collettività.
È giusto tutelare la biodiversità marina attraverso l’aumento dei periodi di fermo pesca, l’attuazione di piani di gestione efficaci e controlli rigorosi. Tuttavia, tali misure regolamentano principalmente la pesca professionale. È quindi altrettanto necessario contrastare con decisione ogni forma di pesca illegale che, in alcune aree, prosegue senza interruzione per tutto l’anno.
Nel compartimento marittimo di Napoli, ad esempio, numerosi bracconieri operano con semplici rastrelli a mano, compromettendo la riproduzione e la consistenza delle popolazioni marine – come nel caso delle telline – e mettendo in seria difficoltà i pescatori professionali che rispettano le regole.
La pesca delle telline con rastrello è consentita esclusivamente a scopo ricreativo e per consumo personale, con un limite massimo di 5 kg giornalieri per persona. Chi agisce illegalmente, però, non si limita a pochi chilogrammi: dopo 6-7 ore di attività può arrivare a prelevare diversi quintali di prodotto, riducendo drasticamente anche il “seme” necessario alla naturale rigenerazione della specie. A ciò si aggiunge un ulteriore elemento critico: per questo pescato non esiste alcun controllo di sicurezza alimentare.
“Con questo Osservatorio vogliamo offrire un contributo concreto e immediato alla difesa del nostro patrimonio marino”, dichiara il prof. Vincenzo Peretti, responsabile scientifico Genenvet. “La tutela della biodiversità ittica non è solo una priorità ambientale, ma una responsabilità economica e sociale. Contrastare la pesca illegale significa difendere il futuro delle nuove generazioni e delle comunità che vivono grazie al mare.”
L’Osservatorio Genenvet si propone come punto di riferimento regionale per la raccolta e l’analisi dei dati sul fenomeno, promuovendo legalità, trasparenza e sostenibilità nel settore ittico.
Il mare è un bene comune. Difenderlo è un dovere di tutti.





