Fico debutta in Aula: sanità, giovani e aree interne al centro. Ritirata la querela a Report: “La verità non ci spaventa”

Roberto Fico si presenta da solo davanti al Consiglio regionale della Campania per il suo debutto istituzionale da governatore. Un’immagine simbolica accompagna la prima seduta dell’assemblea: il presidente espone il programma di governo senza la Giunta ancora formalizzata, assicurando però che «non c’è alcun ritardo» e che la squadra sarà chiusa «nelle prossime ore».
Una giornata lunga, segnata da tensioni politiche interne alla maggioranza, ma anche da un segnale di compattezza: tutti i consiglieri presenti ascoltano e applaudono il discorso programmatico del nuovo presidente. Le fibrillazioni non mancano. Casa Riformista e il gruppo di Clemente Mastella disertano il voto per l’ufficio di presidenza, mentre Avs annuncia malumori legati alla gestione delle nomine e al metodo di confronto. Dinamiche che Fico punta a ricomporre con la definizione della Giunta.
Nel suo intervento, lungo e articolato, l’ex presidente della Camera traccia la rotta di una legislatura che vuole muoversi «tra continuità e rinnovamento», ribadendo l’impegno a rispettare «scrupolosamente il mandato ricevuto dagli elettori». Al centro dell’agenda c’è la sanità, principale competenza regionale. Fico riconosce il lavoro svolto da Vincenzo De Luca durante la pandemia e il risanamento dei conti che ha avviato l’uscita dal commissariamento, ma non nasconde le criticità ancora aperte. La priorità è netta: «Ridurre drasticamente le liste di attesa e rafforzare la medicina territoriale».
Capitolo trasporti: riflettori puntati sulla Circumvesuviana. «Esiste un piano da un miliardo di euro – spiega – ma i ritardi nella consegna dei nuovi treni sono inaccettabili». Il presidente promette vigilanza rigorosa sul rispetto dei tempi.
Ampio spazio viene riservato ai temi identitari della sua campagna elettorale: attenzione alle aree interne, contrasto alle fragilità sociali, politiche per l’inclusione. Ma Fico guarda anche ai dati economici positivi della Campania, rivendicando una crescita, tra il 2022 e il 2024, «quasi doppia rispetto al Centro-Nord» e un aumento dell’occupazione.
Napoli resta il perno delle strategie di sviluppo, soprattutto sul fronte turistico. Costiere e Pompei sono asset consolidati, ma l’obiettivo è «un turismo diffuso e destagionalizzato», capace di valorizzare borghi e territori meno battuti. In quest’ottica si inserisce anche la sfida della Coppa America, vista come occasione di rilancio per Bagnoli: «La Regione farà la sua parte, in sinergia con il Comune».
Sul piano istituzionale, Fico annuncia una stagione di confronto stabile con i sindaci, a partire dal sindaco di Napoli e presidente Anci Gaetano Manfredi, con l’idea di convocare gli “Stati generali della Regione”. Un metodo improntato alla collaborazione, che il governatore estende anche ai rapporti con il governo nazionale, citando il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la premier Giorgia Meloni.
Due gli annunci che segnano una discontinuità politica. Il primo riguarda i giovani: «Misure concrete per favorire la permanenza e il rientro», con l’attivazione di tirocini formativi presso la Presidenza e gli assessorati. Il secondo è il ritiro della querela presentata da De Luca contro Report dopo l’inchiesta sulla sanità campana. «La verità è rivoluzionaria e non abbiamo paura», afferma Fico, rivendicando il rispetto del ruolo dell’informazione come “cane da guardia della democrazia”. Un gesto apprezzato anche dal conduttore Sigfrido Ranucci.
Resta però aperto il fronte politico. Casa Riformista e Noi di Centro denunciano l’assenza di criteri condivisi sulle nomine, mentre Avs chiede un cambio di metodo e un confronto reale all’interno della maggioranza. Nodi che il nuovo presidente dovrà sciogliere rapidamente per trasformare l’esordio istituzionale in una vera partenza di legislatura.

M.O