Dalla passione alla professione: Michele Vanacore e la missione di educare i giovani allo sport

Intervista a Michele Vanacore, istruttore fitness e preparatore atletico

Nel mondo del fitness moderno, dove spesso i social network propongono modelli irrealistici e allenamenti improvvisati, emergono figure professionali capaci di trasmettere valori autentici legati allo sport, alla disciplina e al benessere. Tra questi c’è Michele Vanacore, istruttore fitness e preparatore atletico, che da anni segue giovani atleti e appassionati di attività fisica con programmi personalizzati e una visione sana dell’allenamento. In questa intervista racconta il suo percorso, la nascita della sua passione e l’importanza di avvicinare i ragazzi allo sport.

Come nasce la tua passione per il fitness e la palestra?
La mia passione nasce quando ero molto giovane. Da ragazzo ero piuttosto sottopeso e sentivo il desiderio di migliorare il mio fisico e la mia sicurezza personale. Ho iniziato quasi per curiosità, ma con il tempo mi sono reso conto che l’allenamento non migliorava soltanto il corpo, ma anche la mente e l’autostima. Da lì è iniziato tutto.

Ricordi i tuoi primi allenamenti?
Sì, con grande emozione. All’inizio ero inesperto e affrontavo ogni allenamento con tanta voglia di imparare. I primi risultati mi hanno dato una motivazione incredibile. Vedere i cambiamenti fisici mi ha fatto capire che con sacrificio e costanza si possono raggiungere obiettivi importanti.

Quando hai capito che questo sport sarebbe diventato qualcosa di più di una semplice passione?
Quando ho iniziato a prendere l’allenamento con maggiore serietà. Non era più soltanto un hobby, ma un vero percorso di crescita personale. Mi allenavo ogni giorno con disciplina e studiavo per comprendere meglio il funzionamento del corpo umano e della preparazione atletica.

Come è arrivata la decisione di diventare istruttore fitness?
È stata una scelta naturale. Molte persone iniziavano a chiedermi consigli e aiuto per allenarsi. Ho capito che mi piaceva trasmettere le mie conoscenze e accompagnare gli altri nei loro percorsi. Così ho deciso di specializzarmi, conseguendo attestati e approfondendo lo studio della preparazione atletica.

Quanto conta la formazione in questo settore?
Conta tantissimo. Non basta allenarsi bene per diventare un professionista. Bisogna studiare continuamente, aggiornarsi e conoscere anatomia, alimentazione e metodologie di allenamento. La formazione è fondamentale soprattutto per lavorare in sicurezza.

L’esperienza maturata negli anni quanto ha inciso sulla tua crescita professionale?
Moltissimo. Ogni persona ha esigenze diverse e solo l’esperienza ti insegna davvero come intervenire in modo corretto. Allenare tanti ragazzi e adulti mi ha permesso di capire quanto sia importante personalizzare ogni programma.

Cosa pensi del fitness moderno e del ruolo dei social network?
I social hanno avuto aspetti positivi perché hanno avvicinato molte persone allo sport. Però spesso circolano informazioni sbagliate e allenamenti improvvisati. Oggi molti giovani seguono consigli senza affidarsi a professionisti qualificati, rischiando anche infortuni seri.

Quanto è importante seguire un percorso personalizzato?
È fondamentale. Ogni fisico è diverso e ogni persona ha obiettivi differenti. Un buon istruttore deve valutare età, condizioni fisiche, stile di vita e obiettivi prima di costruire un programma efficace.

Che rapporto hai con i giovani che segui?
Cerco sempre di instaurare un rapporto di fiducia. Per me è importante motivarli e far capire che lo sport non è soltanto estetica, ma salute, equilibrio mentale e disciplina.

Quanto può aiutare lo sport nella crescita dei ragazzi?
Lo sport è fondamentale. Insegna il rispetto delle regole, il sacrificio e la determinazione. Aiuta i giovani ad avere maggiore autostima e a stare lontani da cattive abitudini. La palestra può diventare un luogo di crescita personale oltre che fisica.

Qual è l’errore più comune che commettono i ragazzi quando iniziano ad allenarsi?
Voler ottenere tutto e subito. Oggi molti cercano risultati immediati, ma il fisico si costruisce con il tempo, la costanza e il lavoro quotidiano. Serve pazienza.

Quanto conta l’aspetto mentale nell’allenamento?
Conta tantissimo. La mente è determinante quanto il corpo. Quando una persona sta bene mentalmente riesce ad affrontare meglio anche le difficoltà dell’allenamento e della vita quotidiana.

Che soddisfazione provi nel vedere crescere i tuoi atleti?
È la soddisfazione più grande. Vedere un ragazzo migliorare fisicamente ma soprattutto acquisire sicurezza in sé stesso ripaga di tutti i sacrifici fatti in questo lavoro.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Continuare ad aggiornarmi professionalmente e migliorare i servizi dedicati ai miei atleti. Sto lavorando a programmi sempre più personalizzati, sia in presenza che online, con particolare attenzione alla preparazione atletica dei giovani.

Che messaggio vuoi lanciare ai ragazzi che vogliono avvicinarsi al fitness?
Di vivere lo sport in modo sano, senza ossessioni. Bisogna allenarsi con passione, costanza e affidarsi sempre a professionisti seri. I risultati arrivano con il tempo e con il sacrificio, ma soprattutto con l’amore per ciò che si fa.

A cura di Mario Orlando