Creatività e innovazione le parole chiave dell’Associazione Nazionale Sociologi

logoAnsSi chiude con un interessante dibattito, dal tema “Il ruolo del sociologo tra prospettive e nuove figure professionali”, il ciclo degli otto incontri culturali, tenutosi dal 14 Ottobre al 9 Dicembre 2010, organizzati dall’ANS (Associazione Nazionali Sociologi) nell’omonima sede partenopea in via Bonito, 6, a cura di Maurizio Vitiello, sociologo, critico d’arte, articolista nonché socio Fondazione Humaniter, con la collaborazione di Lucio De Liguori, referente ANS della Provincia di Napoli. L’incontro ha sollevato numerosi spunti di riflessione su come, dagli ambiti professionali di applicazione, quali la ricerca, la formazione e la sanità, si possa ampliare la sfera di competenza del sociologo all’impresa privata, come ad esempio nella selezione del personale. In un tempo in cui si va sempre più verso l’omologazione agli altri Paesi europei, con l’abbattimento degli Ordini professionali, si rileva che nonostante un disegno di legge – “Disciplina della professione di sociologo” – sia stato presentato dall’onorevole Alessandra Mussolini il 22 Maggio 1996, a tutt’oggi esistono l’Associazione Italiana di Sociologia ( http://www.ais-sociologia.it ) e l’Associazione Nazionale Sociologi ( http://www.ans-sociologi.it ), enti ben diversi rispetto all’albo o all’ordine. Ciò non limita la professionalità di una figura spesso sottovalutata, ma d’importanza non secondaria rispetto alle altre, quali gli assistenti sociali, i mediatori familiari, i counseillor, gli psicologi, gli psicoterapeuti, gli psicoanalisti e così via, soprattutto se si tiene conto del fatto che l’ambito socio-sanitario è piuttosto variegato e solo con l’uso di sinergie tra i vari operatori si possono ottenere risultati ottimali. C’è bisogno, quindi, di una nuova creatività, caratterizzata da due dimensioni, quotidiana ed eccezionale, laddove nel primo caso la soluzione ai problemi, il cui successo dipende dal processo stesso, è cercata nella normale attività quotidiana. Caratteristiche fondamentali sono la trasmissibilità e la possibilità di trasformazione in tecnica, trasformazione intesa come rapporto tra le due dimensioni della creatività: ciò pone le basi per un know how che possa essere liberamente appreso da un sociologo ad un altro, a differenza della dimensione eccezionale, il cui carattere fondamentale è dato proprio dall’intrasmissibilità di conoscenze e competenze. Grazie ad un approccio creativo alla professionalità del sociologo, si può dare spazio al gran numero di laureati in tale campo, partendo proprio dalla Legge 5 febbraio 1992, n. 104, ossia la “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, pubblicata in G. U. il 17 febbraio 1992, n. 39, S.O.

Illuminante è stato l’intervento dell’architetto Franco Lista, sul pensiero convergente e divergente e sulla possibilità di orientamento della creatività, in quanto la progettualità si fonda sulla ricerca di soluzioni non standard. Innovativa è in effetti la proposta di collaborazione con il C.I.R.Vi.S. (Centro Interdipartimentale di Ricerca sulla Vittimologia e la Sicurezza) dell’Università di Bologna e l’Alma Mater Studiorum, da cui è nata la possibilità di un bando d’ammissione per il

Corso d’Alta Formazione Corporate in “Scienze criminologiche e forensi per la Sicurezza Urbana”, le cui iscrizioni sono ancora aperte. Per informazioni: ASSOCIAZIONE NAZIONALE SOCIOLOGI – SEDE DI NAPOLISettore “Arti Visive Contemporanee, Cultura e Sociologia Urbana”Via Bonito, 6 – Vomero – 80129 Napoli Tel. 081.078.49.06 – Fax 081.229.23.77 e-mail: info@ans-sociologi.campania.it – sito: www.ans-sociologi.campania.it

A cura di Lidia Ianuario