Case della Comunità e assistenza di prossimità: l’ASL Napoli 1 Centro punta sugli Infermieri di Famiglia
Presso la Direzione Generale della ASL Napoli 1 Centro sono stati presentati i primi Project Work realizzati dagli Infermieri partecipanti al percorso formativo regionale per Infermiere di Famiglia e Comunità, promosso dalla Regione Campania in collaborazione con la Università degli Studi di Napoli Federico II.
Un appuntamento di grande rilievo istituzionale e scientifico che ha acceso i riflettori sul futuro della sanità territoriale e sul ruolo sempre più centrale degli Infermieri di Famiglia e Comunità all’interno del nuovo modello organizzativo delineato dal DM 77/2022.
I lavori presentati hanno evidenziato elevati standard qualitativi, rigore metodologico e capacità progettuale, offrendo soluzioni innovative e sostenibili per il rafforzamento dei servizi territoriali.
Ad aprire l’incontro è stato il direttore generale Gaetano Gubitosa, che ha sottolineato l’impegno dell’Azienda nel consolidamento delle Case della Comunità.
“L’Azienda è pienamente impegnata a garantire il giusto personale nelle Case della Comunità, affinché questo modello possa consolidarsi e rispondere in modo efficace ai bisogni della popolazione. Ai futuri Infermieri di Famiglia e Comunità rivolgo un sincero augurio di buon lavoro”, ha dichiarato Gubitosa.
La direttrice sanitaria Maria Corvino ha definito i professionisti coinvolti nel percorso formativo “pionieri della nuova sanità territoriale della ASL Napoli 1 Centro”, rimarcando il valore innovativo di una figura destinata a diventare strategica per l’assistenza di prossimità.
Importante anche l’intervento di Teresa Rea, presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Napoli e componente FNOPI, che ha evidenziato come il sistema sanitario italiano non possa più prescindere dal rafforzamento dell’assistenza territoriale.
“Questa rappresenta una fase di consolidamento delle modifiche strutturali dell’assistenza territoriale, da cui il nostro Paese non può più prescindere”, ha spiegato Rea, richiamando il nuovo paradigma nato dopo la pandemia e fondato sulla centralità del territorio, sulla promozione della salute e sulla presa in carico continuativa della comunità.
La direttrice della UOC Formazione, Liliana Lodato, ha invece posto l’accento sull’integrazione tra Azienda sanitaria e Università, definendo il percorso un esempio concreto di collaborazione istituzionale orientata alla crescita professionale degli operatori sanitari.
Rosaria Parmigiano, dirigente delle Professioni Sanitarie e referente tecnico scientifico del corso, ha ribadito il valore culturale del nuovo modello assistenziale.
“L’Infermiere di Famiglia e Comunità promuove una cultura della salute fondata sull’ascolto, sulla responsabilizzazione e sulla solidarietà di comunità”, ha affermato Parmigiano.
I Project Work discussi hanno affrontato temi centrali dell’assistenza territoriale come scompenso cardiaco, BPCO, diabete mellito, percorso materno-infantile e fragilità sociale e sanitaria.
Tutti gli elaborati hanno mostrato una significativa capacità di integrazione tra dimensione clinica, organizzativa e sociale, in linea con gli obiettivi del nuovo modello di sanità territoriale.
I docenti della Federico II, Michele Virgolesi e Assunta Guillari, hanno evidenziato come i progetti rappresentino esempi concreti di progettazione orientata alla prossimità, all’equità e alla continuità assistenziale.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dalle tutor del percorso formativo, Raffaella Punzo e Rosalia Canfora, che hanno sottolineato il valore operativo degli elaborati presentati.
A chiudere la giornata un messaggio forte e condiviso da tutti i partecipanti: “Non siamo al traguardo di una corsa, ma alla partenza. La corsa è oggi ufficiale e riconosciuta: è fondamentale cogliere appieno questa opportunità”.
Un percorso che segna l’avvio di una trasformazione profonda della sanità territoriale, sempre più vicina ai cittadini e capace di rispondere ai bisogni complessi delle comunità.
Il progetto proseguirà il prossimo 29 maggio con la presentazione di ulteriori cinque Project Work dedicati a temi strategici come appropriatezza degli accessi ai servizi di emergenza, screening, continuità assistenziale, multimorbilità e reti di comunità.
M.O





